{"id":1134,"date":"2015-07-15T20:35:55","date_gmt":"2015-07-15T19:35:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1134"},"modified":"2015-07-15T20:35:55","modified_gmt":"2015-07-15T19:35:55","slug":"la-germania-sola-e-vera-europeista-e-attaccata-dagli-intellettuali-che-mistificano-le-parole-austerita-e-ue-in-quanto-parassiti-dei-paesi-denatalizzati-e-indebit","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1134","title":{"rendered":"La Germania, sola e vera europeista, \u00e8 attaccata dagli intellettuali che mistificano le parole \u201causterit\u00e0\u201d e \u201cUE\u201d, in quanto parassiti dei paesi denatalizzati e indebitati sul futuro!"},"content":{"rendered":"<p>Sono pi\u00f9 di tre anni che quasi tutta la stampa europea \u00e8 scatenata contro la Germania della Merkel, soprattutto a causa dell\u2019affaire Grecia che non restituisce i soldi che le si son prestati. E che ne chiede ancora. I giornali, le radio-televisioni e gli \u201cesperti\u201d di ogni rango e cappella non perdono una sola occasione quotidiana per sentenziare contro il \u201crazionalismo teunonico\u201d, contro \u201cl\u2019immonda austerit\u00e0 eurocratica\u201d, contro \u201cl\u2019assurdo dirigismo euronordico\u201d, contro \u201clo strapotere tedesco\u201d, contro anche \u201cl\u2019ordoliberalismo germanico\u201d ed altre odiose amenit\u00e0 del genere.<br \/>\n\u00c8 perfino diventato difficile ricostruire gli elementi economici, culturali e antropologici da cui tutto questo confuso sconquasso antieuropeistico prende piede: i giornali e la cosiddetta comunicazione moderna si occupano di propagandare il loro pregiudizio ideologico ben prima e in luogo dei fatti.<br \/>\nMario Adinolfi, direttore de La Croce, descrive in dettaglio ieri 14 luglio questo processo pregiudiziale che attanaglia la maggior parte dei cosiddetti giornalisti italiani. Ma la stessa patologia, la si pu\u00f2 riscontrare negli altri paesi del meridione europeo e anche in parecchi esperti officianti in organi dell\u2019Europa del nord, per i quali il problema numero uno \u00e8 quello di ben piacere al proprio editore e al suo direttore.<br \/>\nE, allorquando i dati della realt\u00e0 non sono addomesticabili, non sufficienti o addirittura inesistenti, i bravi giornalisti pennivendoli \u201cse li inventano di sana pianta\u201d. Il tutto in barba alla missione prima del giornalismo:  raccontare la verit\u00e0, molto semplicemente.<br \/>\nTre sono le cause, a mio parere, di cotanta campagna attiva, di falsificazione sistematica e di contraffazione sfigurata della realt\u00e0. Primo, una cultura prevalente e generalizzata statalista propria di tutta la classe detta intellettuale e di sinistra (spesso per\u00f2 anche di destra e quasi sempre di centro); secondo, un generoso e gratuito buonismo generalizzato detto volgarmente ma non trivialmente \u201ccol culo (apparentemente) degli altri\u201d; terzo, una falsa coscienza della propria colpevolezza fondata sul fatto macroscopico di aver rubato in innumerevoli miliardi al futuro, ancor pi\u00f9 della Grecia, cio\u00e9 ai propri figli e ai propri nipoti. Mostruosamente!<\/p>\n<p>Occorre forse ricordare nella fattispecie il perch\u00e9 si chiedono soldi in prestito, non personalemente e privatamente, ma attraverso la mediazione dello Stato, del proprio Stato: semplicemente per vivere al di sopra dei propri mezzi disponibili!<br \/>\nLe banche che maggioritariamente concedono detti prestiti pubblici, vale a dire la nuova classe dominante cos\u00ec creata e consolidata, trattandosi di debitori statali (e\/o di Unione Europea), non chiedono per nulla le stesse e drastiche garanzie previste per i privati, ma elargiscono a priori, subito e volentieri, accendendo crediti a lauti, molto lauti, interessi.<br \/>\nDall\u2019altro versante, da parte delle popolazioni adescate all\u2019edonismo di massa, vengono scelti e votati i partiti esperti in demagogia distributiva e le loro coalizioni disponibili a un siffatto, irresponsabile e dissennato programma cleptomane. E cos\u00ec si vivono le rivendicazioni, dopo aver fatto debiti, ingenti debiti, che aumentano fatalmente ogni anno, da piccoli nababbi che senza sosta trasformano ogni desiderio, anche di estrema minoranza, come diritto inalienabile ed urgente.<br \/>\nIl giochetto \u00e8 cos\u00ec fatto e concluso ogni volta: ed \u00e8 quanto funziona esattamente e progressivamente da pi\u00f9 di cinquant\u2019anni, da due generazioni. I debiti sono cos\u00ec aumentati senza mai essere rimborsati, cumulati anno dopo anno. Visti i loro totali sempre pi\u00f9 spaventosi, si \u00e8 cominciato a considerarli anche non veramente restituibili. Ci\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 successo clamorosamente in Grecia, non potendo ancora rinnovare oltre il giochetto, a causa di una certa esiguit\u00e0 e povert\u00e0 del paese troppo strutturale: quindi default!<br \/>\nMa gli altri paesi europei sono solo in misura leggermente inferiore nella stessa situazione.<br \/>\nInvece la Germania, quasi dopo Schroeder ed in piena corrispondenza dei governi della Merkel che ha vinto con clamore, ha cambiato rotta: ha ridotto il deficit dei suoi bilanci annuali e il suo debito, contenuto le tasse e instaurato uno Stato tendenzialmente non devastato, non in progressivo fallimento (come effettivamente aveva anch\u2019esso rischiato di finire) ed \u00e8 diventato abbastanzanza (pure se solo minimamente) razionale. Il paese si era cos\u00ec rimesso a lavorare: \u2018ch\u00e9 prima non lo faceva pi\u00f9. Ho dovuto chiudere la mia agenzia di Colonia che mi chiedeva in deficit ogni mese 250-350.000 franchi belgi per pagare le sue fatture (nel mentre avevo aperta un\u2019altra sede a Leipzig, nell\u2019est tedesco appena genialmente riunificato da Koel e riportato in Europa non certo gratuitamente&#8230;).<br \/>\nOra l\u2019economia tedesca, conseguentemente, si pu\u00f2 cos\u00ec sviluppare e lo fa di nuovo efficacemente da una quindicina d\u2019anni, perch\u00e9 permette all\u2019iniziativa privata della sua popolazione, alleggerita di pesi e tasse, di aumentare l\u2019economia del paese come una qualsiasi famiglia gestita, molto semplicemente, da un buon padre prudente e previdente.<br \/>\nDa questo e non da altro dipende la sua indiscussa e naturale leadership europea, riconosciuta anche dai paesi che stanno da anni alla sua opposizione piuttosto che al suo seguito diligentemente ben emulato.<\/p>\n<p>Cosa ha prodotto questa assurda, suicidaria e immorale politica economica statalista antitedesca?<br \/>\nDa una parte lo sfacelo europeo, il blocco sostanziale per molti decenni di investimenti e il crollo permanante delle attivit\u00e0: i popoli ormai vecchi e, soprattutto, la nuova generazione costretta a vivere al di sotto del livello di vita di quella precedente se ne sono molto accorti da tempo&#8230;<br \/>\nE dall\u2019altra parte (lo dice anche Papa Francesco) si \u00e8 creata una nuova classe dominante di parassiti finanziari (le banche) beneficiari di codeste nuove sorti che, naturalmente, determinano le vite di tutti gli altri a loro esclusivo vantaggio.<br \/>\nQuanto costa, cos\u00ec, il debito pubblico ai paesi europei ogni anno, gi\u00e0 in crisi economica devastante con disoccupazione, per esempio, dei giovani a pi\u00f9 del 40%?<br \/>\nQuesta crisi economica mastodontica \u00e8 stata, non si deve dimenticarlo, causata principalmente dalla colossale denatalit\u00e0 altrettanto edonistica, quanto sacrilega e miscredente, dei debiti pubblici.<br \/>\nRaffaello Vignali, un deputato ex-presidente della Compagnia delle Opere di Comunione e Liberazione, perfettamente inascoltato come coloro che annunciano inevitabili catastrofi, ha fatto, per l\u2019Italia e il 2014, il calcolo preciso per ogni anno di interessi implacabilmente da pagare per i debiti pubblici: circa 90 miliardi di euro!<br \/>\nVa da s\u00e9 che non se ne parla mai (i giornalisti non lo fanno sia per ignoranza che per orribile disciplina schiavizzata), ma questa cifra pazzesca \u00e8 superiore, ad esempio, a 25 volte il cosiddetto investimento disponibile e residuale, sempre annuale, per il lavoro dei giovani (definito comunque il problema sociale europeo pi\u00f9 grave).<br \/>\nLa stessa cosa, o quasi, succede per i debiti sempre pubblici da parte degli altri paesi europei e, in special modo, da parte della Grecia che altro non \u00e8 che una piccola economia con quasi senza alcuna vera industria e prevalentemente fondata \u2013 se \u00e8 possibile dire \u2013 su turismo e pesca: il paese, piccolo quanto il Belgio in cui vivo (con i suoi 10 milioni di abitanti), \u00e8 stato paragonato, dal punto di vista economico, a quello di sole due provincie del Veneto&#8230;<br \/>\nEbbene ad un siffatto paese, non solo l\u2019Europa della cattivissmima e austera Germania ha dato il permesso di entrare nell\u2019UE (con un bilancio statale permissivo coscientemente e sapientemente falso), ma ha prestato a non meno di 6, diconsi sei riprese, per un totale ben superiore a 300 miliardi (un terzo del gigantesco debito pubblico italiano!): attualmente bisogna ancora dargliene pi\u00f9 di 86&#8230; per cercar di salvarla dal fallimento totale.<br \/>\nDomanda retorica per il popolo, per esempio, italiano (ma anche, va da s\u00e9, degli altri paesi) e per i suoi politici completamente irresponsabili ed ignari: ma chi paga?<br \/>\nSi capisce dunque veramente quella che i dissennati intellettuali europei definiscono come \u201causterit\u00e0 tedesca e nordica\u201d la quale ha alla fin fine deciso di dire no ad altri debiti. Anche se i tedeschi finiscono o finiranno, contro tutti, per cedere ancora: quantomeno col 3% di Maastricht. Prima di decidere, bisognerebbe per\u00f2 essere ben coscienti, ancor pi\u00f9 che a conoscenza, dell\u2019entit\u00e0 del costo e (retoricamente) di chi pagher\u00e0!<br \/>\nQuasi tremila anni fa, i greci avevano stigmatizzato come \u201cbarbari\u201d tutti i popoli non democratici e non centrati su Atene. Ora lo sono diventati inequivocabilmente, globalmente e reiteratamente loro stessi.<br \/>\nE la civilt\u00e0 \u00e8 ora impersonificata, almeno parzialmente ma costantemente, dalla Germania che \u00e8 quasi l\u2019unica, pure se in modo fatalmente reticente, per una reale e veramente moderna Europa come \u00e8 stata concepita dai tre grandi cattolici continentali: Adenauer, Schuman e De Gasperi. Definiti giustamente padri dell\u2019Europa Unita.    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono pi\u00f9 di tre anni che quasi tutta la stampa europea \u00e8 scatenata contro la Germania della Merkel, soprattutto a causa dell\u2019affaire Grecia che non restituisce i soldi che le si son prestati. E che ne chiede ancora. 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