{"id":1087,"date":"2015-07-02T15:02:15","date_gmt":"2015-07-02T14:02:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1087"},"modified":"2015-07-02T15:02:15","modified_gmt":"2015-07-02T14:02:15","slug":"due-libri-letti-in-un-lasso-di-piu-di-quarantanni-vale-a-dire-i-commenti-religiosi-di-don-chisciotte-e-di-pinocchio-sono-quelli-che-mi-hanno-maggiormente-formato-miguel-unamuno-e-il-cardin","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1087","title":{"rendered":"Due libri letti in un lasso di pi\u00f9 di quarant\u2019anni, vale a dire i commenti religiosi di Don Chisciotte e di Pinocchio, sono quelli che mi hanno maggiormente formato. Miguel Unamuno e il cardinale Biffi son riusciti in due capolavori assoluti, pure nell\u2019opera salvifica dell\u2019umanit\u00e0."},"content":{"rendered":"<p>Ho appena finito di leggere, dell\u2019eccelso cardinale italiano Giacomo Biffi, il meraviglioso libro \u201cContro maestro ciliegia\u201d Commento teologico a \u201cLe avventure di Pinocchio\u201d, l\u2019universale best seller dello scrittore visionario toscano Collodi. Si tratta di un vero e proprio trattato pratico di teologia innestato a partire da una storia conosciuta mondialmente, non solo dai piccini per le meravigliose avventure del piccolo burattino, ma ovviamente anche dalla quasi totalit\u00e0 degli adulti per oscuri e anche popolari motivi. Questi attengono, come dice l\u2019autore realmente religioso del  libro, \u201calla memoria di tutti e al senso della vita, tutta dell\u2019esistenza\u201d. Ho riscoperto cos\u00ec la profonda ragione del successo planetario della storia del vivente burattino di legno ricordandomi dell\u2019analoga lettura che avevo avuto la fortuna di aver fatto, all\u2019inizio degli anni \u201970, allorquando mi sono imbattuto nel libro dell\u2019immenso scrittore cristiano spagnolo Miguel Unamuno: La vita di Don Chisciotte e di Sancio Panza. L\u2019avevo trovato in una vecchia edizione della BUR che ricordo d\u2019aver divorato in un paio di giorni.<br \/>\nL\u2019analogia tra i due libri, che costituiscono forse i due fondamentali nella mia formazione spirituale e intellettuale da pi\u00f9 di quarant\u2019anni, sta nel fatto che si tratta di due grandissimi autori che hanno scritto quanto di pi\u00f9 la loro profondissima visione del mondo globale poteva produrre. L\u2019originalit\u00e0 delle loro due opere consiste nell\u2019essersi chinati su due storie di successo universali, considerate abitualmente \u201cleggere\u201d, superficialmente \u201cavventurose\u201d e di pura \u201cfantasia\u201d. In realt\u00e0, queste due narrazioni popolarissime dall\u2019apparente esteriorit\u00e0 e frivolezza immaginativa, quella di Cervantes e quella dell\u2019ottocentesco Collodi tre secoli dopo, costituiscono \u201cla radice eterna del nostro essere\u201d (come lo scrive l\u2019immenso ex-arcivescovo di Bologna, ma di formazione lombarda, ambrosiana e milanese, Giacomo Biffi). Leggendo i due libri di commento, si evince come il successo narrativo internazionale dei due capolavori, Don Chisciotte e Pinocchio, \u00e8 comprensibile e giustificato solo dalla pregnanza e dall\u2019universalit\u00e0 culturale delle due storie. Esse descrivono, in metafore sublimi e semplici, tutta la complessit\u00e0, anche trascendente, dell\u2019esistenza umana. Al burattino discolo e ribelle al proprio padre putativo Geppetto, corrisponde l\u2019obbedienza anche estrema, ingiustamente considerata folle, di Chisciotte, uomo maturo e profondamente sapiente. Le due vite sono cos\u00ec avvincenti perch\u00e9 ripercorrono i meandri e i percorsi diretti cui l\u2019uomo \u00e8 perennemente e inestinguibilmente attratto.<\/p>\n<p>Avevo gi\u00e0 letto un breve saggio su Pinocchio del giussaniano Franco Nembrini, il grande genio divulgatore di Dante nel nostro tempo (compresa l\u2019influenza decisiva e iniziale su Benigni), \u201criletto\u201d alla maniera del Biffi, gigantesco maestro uscito dallo stesso seminario di Venegono come l\u2019indimenticabile Luigi Giussani, ora in via di canonizzazione. La descrizione del burattino di legno con vocazione universale a diventare uomo nel suo ritorno al padre cui, lui stesso, si stancher\u00e0 di rivoltarsi dissennatamente, \u00e8 assolutamente conforme alla narrazione \u2013 capitolo per capitolo rispetto al libro di riferimento, come per Unamuno al riguardo di quello di Cervantes \u2013 della metafora umana transvalutata dal cardinale lombardo.<br \/>\nCome poter meravigliosamente parlare meglio dell\u2019uomo detto moderno che, narciso e falsamente libero, si ribella al suo Creatore per perdersi nel labirinto della vita agnostica e senza senso, se non con il commento approfondito delle indisciplinate e disubbidienti avventure di un Pinocchio?<br \/>\nEra successo gi\u00e0 all\u2019inizio del novecento a Miguel Unamuno, con i suoi  commenti alle avventure del creatore di Dulcinea per\u00f2 alle prese dell\u2019amore indissolubile, eterno e apparentemente insensato per la contadina trasfigurata dalla passione razionale di Don Chisciotte! Lo stesso concetto cristiano di amore e di relazionalit\u00e0 alla Persona \u00e8 alla base del rapporto, letterariamente sviscerato dal genio narrativo dei due scrittori (realmente teologi!), che hanno gi\u00e0 segnato indelebilmente la storia culturale europea.<\/p>\n<p>\u00c8 questo rapporto col Creatore, col il Padre, a partire dal riconoscersi creature, evidentemente create e non autocreate, che costituisce il punto cruciale dei due libri di commento. Essi, molto lontani nel tempo e dal punto di vista culturale (Cervantes era anche stato fatto schiavo dagli islamisti del \u2018500), mettono al centro l\u2019attuale concezione dell\u2019uomo nichilista che nega Dio e la sua dipendenza trascendente.<br \/>\nIl grande ritorno al padre di Pinocchio, per diventare uomo, e l\u2019obbedienza mondanamente \u201cfolle\u201d di Don Chisciotte, per continuare ad esserlo, sono i leit motiv dei due libri che ne fanno il pregio centrale e rarissimo nella storia della letteratura e della cultura anche salvifica.<br \/>\nNaturalmente, l\u2019eccesso ne \u00e8 la regola costante: la soterologia religiosa e culturale, vale a dire la preoccupazione di salvare l\u2019uomo e la sua esistenza globale, non pu\u00f2 fondarsi sulle idee scontate, mediocri e abituali. I principi cristiani sono tali che, fondandosi sulla morte di Dio inchiodato sull\u2019infame croce condannata dalla piazza, in modo politically correct, meschino e ingiusto, non possono essere che giudicati apparentemente folli.<br \/>\nUn pezzo di legno forgiato burattino che diventa uomo nel suo rapporto col Padre, e un cavaliere chisciottesco che combatte contro i mulini a vento, non possono essere, soprattutto oggi, che inusuali e odiosamente \u201cimproponibili\u201d. E pertanto, l\u2019eroe archetipico anche moderno rimane pur sempre il piccolo olandese che rimane eroicamente immobile, col ditino infilato nel buchetto della grande diga, per evitare la catastrofe del suo crollo con l\u2019allagamento irrimediabile del Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho appena finito di leggere, dell\u2019eccelso cardinale italiano Giacomo Biffi, il meraviglioso libro \u201cContro maestro ciliegia\u201d Commento teologico a \u201cLe avventure di Pinocchio\u201d, l\u2019universale best seller dello scrittore visionario toscano Collodi. 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