{"id":1037,"date":"2015-06-05T13:03:32","date_gmt":"2015-06-05T12:03:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1037"},"modified":"2015-06-05T13:07:31","modified_gmt":"2015-06-05T12:07:31","slug":"perche-la-totalita-dei-miei-libri-articoli-e-post-che-siano-essi-economici-culturali-o-sociali-come-pure-personali-trattano-sempre-intorno-al-cristianesimo-e-alla-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francamente2.com\/?p=1037","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la totalit\u00e0 dei miei libri, articoli e post \u2013 che siano essi economici, culturali o sociali, come pure personali \u2013, trattano sempre intorno al cristianesimo e alla Chiesa?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Sarei forse un caso clinico? Un monomaniaco o un ossessivo clericale che concepisce l\u2019esistenza solo all\u2019interno della \u2013 se si pu\u00f2 dire \u2013 pi\u00f9 folle, irrazionale e forsennata religiosit\u00e0? Oppure mi situerei, come spesso si dice, solamente nel piano detto salvifico, supertiziosamente scervellato e insensato nella storia?<br \/>\nLa questione, anche se in realt\u00e0 le domande non mi sono esplicitamente indirizzate, sembra essere spesso sottintesa alle critiche, anche benevole, che a volte ricevo. Dunque si tratta forse di una patologia di cui sarei implacabilmente vittima, una sorta di metastasi fatalmente mortale sul piano vitale che non pu\u00f2 che continuare ad accompagnare, a rovinare costantemente la mia pur sempre normale esistenza?<br \/>\nPer la mentalit\u00e0 generalmente laicista o nichilista del nostro mondo si tratta di domande assolutamente retoriche e scontate! Ma c\u2019\u00e8 almeno un malinteso e un paradosso.<br \/>\nIn una contemporaneit\u00e0, la nostra, che afferma tranquillamente che tutto \u00e8 relativo, che la verit\u00e0 non esiste e che i valori della tradizione sono assolutamente sorpassati e inutili, perch\u00e9 si dovrebbe essere interessati alla ricerca dell\u2019assoluto, del tramandare la memoria storica e la ricerca dell\u2019unit\u00e0 (che costituisce l\u2019essenza stessa della vita)?<br \/>\nIl relativismo individualista e soggettivista \u00e8 talmente sicuro di essere nella verit\u00e0, e talmente supposto indiscutibile, che non giunge nemmeno a concepire, avvicinarsi e confrontarsi ad un\u2019altra visione. Da cui la tranquilla ideologia del cosiddetto \u201cpensiero unico\u201d della nostra era. Ben altro comportamento, per esempio quello che cerca di costruire o ricostruire un legame diretto con l\u2019architettura unitaria tra l\u2019intimit\u00e0 del cuore, il corpo umano e la natura di tutta la Creazione, \u00e8 impensabile per i nichilisti,ateisti e relativisti, oppure \u00e8 a priori escluso e bandito.<br \/>\nQuale follia pleonastica perdere anche un solo istante a <em>quaerere Dominem<\/em>, vale a dire cercare il Dio (unificante e salvifico)! Quale allucinazione aberrante a correre dietro a idee astratte dette spirituali.<br \/>\nSarebbe invece concreto, razionale, positivista \u2013 continuano sempre a proclamare i non credenti \u2013 ci\u00f2 di cui l\u2019uomo moderno avrebbe bisogno. E non di queste <em>chimere<\/em> pi\u00f9 o meno prodotte dalla <em>superstizione<\/em> et dalla <em>trascendenza<\/em>&#8230; Esse sarebbero anche <em>impalpabili<\/em> e <em>alienanti<\/em>. Questi non credenti non si rendono nemmeno conto che in tal modo il loro tipo di uomo di riferimento, cos\u00ec disumanizzato, transumanizzato, altro non \u00e8 che la caricatura dell\u2019uomo originale, ridotto in tal modo alla sua dimensione pi\u00f9 immanente e falsamente apparente.<br \/>\nPeraltro quale altra diagnosi potrebbe essere suggerita, di fronte ad una visione umana globale e profonda, da parte di questi tifosi della concezione reificante della realt\u00e0, cio\u00e8 diminuita, sviata ed anche annichilita?<br \/>\nPer ogni ateo o agnostico contemporaneo, questa idea cosiddetta <em>obsoleta<\/em>, secondo cui Dio sarebbe pertinente e vivo nella vita degli uomini, \u00e8 assolutamente monomaniaca e ossessiva. Bisogna, per questi non credenti, <em>liberare<\/em> all\u2019occorrenza questi esseri spirituali dalla loro <em>schiavit\u00f9<\/em> culturale da <em>paolotti di sacrestia.<\/em><\/p>\n<p>Invece, quest\u2019uomo veramente religioso che si concepisce come una semplice creatura, creata da qualcun altro che da s\u00e9 stesso e che esprime naturalmente questa evidenza come una verit\u00e0 ontologica \u2013 vale a dire intrinseca, che non ha nemmeno bisogno di essere messa in discussione in quanto gi\u00e0 miliardi di volte verificata nella storia \u2013, si accorge oggi di essere sistematicamente giudicato come <em>anormale<\/em>. Da considerare come malato da curareoppure che se vada al proprio diavolo. Tutta la divisione, l\u2019opposizione stessa e la lotta nel nostro universo detto moderno (in realt\u00e0 molto modernista), consiste in siffatta rottura, pi\u00f9 ancora che separazione dalla concezione pi\u00f9 iniziale e sostanziale della vita e della sua esistenza reale.<\/p>\n<p>La sapienza, l\u2019equilibrio e la serenit\u00e0 di ogni uomo sono sempre state rappresentate e descritte, fino a diventare la natura stessa della civilt\u00e0, attraverso ci\u00f2 che \u00e8 stato chiamato il \u201csenso religioso\u201d (concetto chiave fondamentale e preliminare di don Giussani, in via di canonizzazione). La ricerca costante, anche distintiva dell\u2019umanit\u00e0 e della sua coscienza civile, \u00e8 costituita dalla sequela permanente della sua natura ben collegata alla totalit\u00e0 e globalit\u00e0.<br \/>\nQuesto ricercare \u00e8 il solo veramente umano, cio\u00e8 indissolubilmente legato alla sua salvezza nella perennit\u00e0, alla possibilit\u00e0 di redenzione nella sua esistenza. Cos\u00ec questo impegno primario, vero inseguimento dell\u2019<em>alfa<\/em> e dell\u2019<em>omega<\/em>, dell\u2019inizio e della fine di ogni cosa, viene chiamato religiosit\u00e0: dal latino <em>religare, <\/em>ricollegare, cercare di rilegare il profondo di s\u00e9 con il concreto ed anche l\u2019apparentemente banale quotidiano.<br \/>\nDi che altro, di pi\u00f9 essenziale e vero, potrei mai riempire il fondo dei miei <em>post, <\/em>dei miei articoli e dei miei libri? La famosa questione dello scrittore cattolico Carlo Bo, \u201cMa perch\u00e9 scrivono?\u201d, sorge paradossalmente dall\u2019osservazione secondo cui, la letteratura e la comunicazione contemporanea non sono generalmente fondate sul <em>quaerere Dominem <\/em>cosciente. Al contrario, esse si vantano della fragmentazione, dello sbriciolamento superficiale di ogni realt\u00e0: la verit\u00e0, essendo supposta non esistente e, ancor pi\u00f9, non essendo essa pensata possible (!), nella relativizzazione totale e globale della vita e di ogni individuo, oltre che di ciascuna cosa, diventano ripieni di&#8230; niente.<br \/>\nIl nichilismo ha cos\u00ec completamente sommerso, apparentemente, l\u2019esistenza sia essa pubblica che privata ed intima. Cos\u00ec ogni giudizio sulla cosa dovrebbe essere sempre completamente rovesciato.<br \/>\nContinuer\u00f2 dunque a scrivere sempre alla ricerca del loro senso globale e totale.<br \/>\nCos\u00ec come il cristianesimo e la Chiesa l\u2019hanno sempre fatto, nella sola e suprema impresa degna di essere veramente nominata: quella di salvare l\u2019uomo ed ogni uomo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sarei forse un caso clinico? Un monomaniaco o un ossessivo clericale che concepisce l\u2019esistenza solo all\u2019interno della \u2013 se si pu\u00f2 dire \u2013 pi\u00f9 folle, irrazionale e forsennata religiosit\u00e0? Oppure mi situerei, come spesso si dice, solamente nel piano detto salvifico, supertiziosamente scervellato e insensato nella storia? 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